Eco Color Doppler nella diagnosi di varici atipiche da insufficienza del plesso emorroidario e pelvico: caso clinico

A. Manciocchi

Residenza Sanitaria Assistenziale San Luigi Gonzaga, Ladispoli, Italia

ABSTRACT

Le varici essenziali, cosi come le sintomatiche o le post-trombotiche, riconoscono un’eziologia ben definita e facilmente studiabile con le attuali indagini diagnostiche. Le varici atipiche, viceversa, proprio per la loro peculiare natura, necessitano di un approfondimento di imaging con uno studio eco Color Doppler del circolo superficiale e profondo. Nel caso clinico esposto, si è ritenuto necessario esplorare il plesso emorroidario e soprattutto quello pelvico. L’utilizzo dell’ecografia transaddominale e della transvaginale tramite l’utilizzo di Color e Power Doppler ha consentito di determinare la causa della varice atipica riscontrata.
PAROLE CHIAVE: Eco Color Doppler – Vene varicose – Dolore pelvico – Emorroidi.

Le sindromi varicose “classiche” riconoscono la loro eziologia, essenzialmente, con l’insufficienza della safena magna. Ciò avviene per incontinenza della crosse safeno-femorale, generando la sindrome da insufficienza lunga di vena o, viceversa, del circolo superficiale, lungo il suo decorso.
In tal caso si configurano i quadri essenziali di insufficienza distrettuale e locale del circolo superficiale. In entrambi i casi il quadro sintomatologico conduce all’insufficienza venosa cronica, che in tale modo è stata classificata in tre stadi, ora soppiantati dalla più moderna e precisa CEAP 1. Lungo il suo decorso, la safena magna emana alcuni gruppi di vene perforanti che, unidirezionalmente, si dirigono verso il circolo profondo e che, perdendo la continenza dei loro apparati valvolari, provocano inversione di flusso e conseguente insufficienza.
Le varici “atipiche” non sempre riconoscono queste forme di eziopatologia, ma possono derivare da quadri di insufficienza di altri distretti e territori 2.

Caso clinico

Il caso clinico presentato si riferisce ad un’insufficienza venosa conseguente ad incompetenza dei plessi pelvico ed emorroidario (Figura 1)

Figura 1. - Anatomia del varicocele pelvico.

Figura 1. – Anatomia del varicocele pelvico.

ed evidenzia come una congestione venosa del distretto pelvico ed emorroidario, provochi una insufficienza venosa con sintomi addominali e pelvici e incompetenza periostiale e superficiale 3.
La paziente, donna di 50 anni, giungeva all’attenzione clinica con una sintomatologia varicosa del plesso superficiale perisafenico, con presenza di una grossa varice posteriore, estesa dal terzo medio di coscia fino al plesso emorroidario interno 4.
All’anamnesi la paziente riferiva di essere in menopausa da due anni, di non fare uso di ormoni sostitutivi e di aver avuto due gravidanze in età puberale, 15 e 16 anni ed una terza a 19. L’anamnesi angiologica ha evidenziato soltanto lievi disturbi locali dopo le gravidanze e la comparsa di alcune modeste varicosità, localizzate sul Circolo di Leonardo bilateralmente, accompagnate superficialmente da teleangectasie a spider, specie in prossimità del Canale di Hunter.
La sintomatologia attuale, insorta da meno di due anni, evidenziava, oltre alla varicosità del ramo superficiale posteriore e del plesso emorroidario, una sensazione di pesantezza e dolenzia addominale mal descritta dalla paziente 5.
All’esame eco Color Doppler, a cui la paziente veniva sottoposta, si rilevava una continenza dell’ostio safeno-femorale, bilateralmente, circolo profondo pervio e continente con una modesta inversione di flusso della terza perforante di Cockett a destra. Entrambe le safene esterne apparivano continenti e pervie aggettando su un ostio safeno popliteo pervio e continente bilateralmente 6.
L’esame clinico ci portava ad eseguire una mappatura della vena superficiale posteriore incontinente della gamba destra, che evidenziava una dilatazione dal terzo medio della coscia fino allo sfintere anale, dove si continuava nel plesso emorroidario.
All’esplorazione rettale si rilevavano gavoccioli varicosi ad ore 3-4-9 con dolenzia durante la manovra.
L’applicazione del modulo Power Doppler ci consentiva di escludere la presenza di formazioni trombotiche all’interno del vaso che presentava una discreta compliance, nonostante il quadro di insufficienza. L’esame veniva approfondito con l’esplorazione, con sonda convex da 7,5 MHz, della regione pelvica e rettale. L’utilizzo del Color Doppler e del modulo Power, ha evidenziato una corposa varice pelvica che avvolgeva completamente la porzione inferiore del corpo uterino, parte dell’annesso destro e andava approfondendosi verso il plesso rettale.
Tale reperto veniva confermato dall’ecografia transvaginale 7 alla quale veniva applicato l’eco Color Doppler e il Power Doppler (Figura 2).

Figura 2. - Ecografia TV con eco Color Doppler.

Figura 2. – Ecografia TV con eco Color Doppler.

Discussione

La presenza di varici del circolo superficiale di gamba, ma più spesso di coscia, non sono sempre conseguenza diretta di un’insufficienza ostiale primaria o di una sindrome post-trombotica.
Inoltre, la presenza di circoli collaterali atipici ed ectasici della safena, sposta l’attenzione diagnostica dal circolo safenico ad altri distretti come quelli addominale, pelvico ed emorroidario.
La sintomatologia del caso presentato ci ha condotto all’esplorazione, con eco Color Doppler, ecografia ed ecografia TV, del plesso emorroidario e della pelvi.
In entrambi i distretti è stata rilevata un’insufficienza dei plessi con dilatazione, maggiormente evidente a destra, nella porzione uterina e nell’annesso; detta varicosità si approfondiva verso il plesso emorroidario con il quale si anastomizzava, creando un circolo semichiuso e ad alta pressione venosa.
L’esame eco Color Doppler evidenziava un flusso venoso costante, sufficientemente fasico con gli atti del respiro, a carico della varice pelvica e del ramo venoso che entrava in anastomosi con il plesso emorroidario.
La grossa varice posteriore mostrava un flusso costante e non fasico con il respiro, l’ostio safeno femorale appariva continente bilateralmente con CUS (compression ultrasonography) negativa, non si apprezzavano stenosi trombotiche a carico delle iliache e della cava.
L’ostio safeno popliteo risultava continente bilateralmente e negativo alla CUS del circolo della piccola safena. Il circolo profondo si presentava pervio e continente.
La diagnostica con eco Color Doppler in luogo di angio-TC o risonanza magnetica nucleare in questo caso di varice atipica ha evidenziato il suo ruolo fondamentale per porre le basi di una terapia mirata che evitasse alla paziente l’intervento chirurgico, salvando in tal modo la safena. (8)

Conclusioni

Le varici atipiche rappresentano per lo specialista, che deve porre una diagnosi di certezza, un problema complesso nell’ottica di una decisione terapeutica che, in ultima analisi, possa consentire di salvare la safena.
L’esame eco Color Doppler, come dimostrato dal caso clinico 9, si impone come la migliore soluzione possibile, consentendo all’angiologo, di escludere l’insufficienza ostiale del circolo superficiale safenico e del circolo di Leonardo. L’approfondimento del distretto pelvico tramite sonda convex da 7,5 MHz e TV consente di porre la giusta diagnosi per un corretto approccio terapeutico.
L’eco Color Doppler rappresenta, in conclusione, il gold standard nella diagnosi delle varici atipiche che non si dimostrano diretta conseguenza di una insufficienza cronica del circolo safenico.

Bibliografia